Il
" Friscalettu "
E' uno strumento costruito artigianalmente e viene prelevato
dalla pianta di canna. Il suono emanato dal " friscalettu"
diventa acuto o grave a secondo dello spessore che possiede
la canna. Nella fase di costruzione, viene tranciata la forte
pianta nodosa, prima e dopo i due nodi, in modo da dare vita
all'imboccatura da una parte e alla chiusura o " culazza"
dall'altra. In media il "friscalettu" ha una lunghezza
di 12/30 cm. e un diametro di 10/20 mm.. Nella parte scelta
come superiore vengono praticati sei fori equidistanti di cui
il primo in corrispondenza di un ulteriore foro ( il 7°)
sistemato sotto e posto al centro della lunghezza utile dello
strumento.
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La " Quartara "
Chiamata anticamente " Bummulu " nasce in Sicilia
per trasportare l'acqua. Data la particolarità della
forma e del materiale fatto di terracotta o argilla cotta
nei forni ad alte temperature, fu adattata, forse anche casualmente,
anche come strumento, infatti soffiando opportunamente dalla
parte dell'imboccatura, con una specifica tecnica, come se
fosse uno strumento a fiato, ne viene fuori un suono caratteristico.
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Il " Marranzano "
Chiamato con molti nomi può definirsi come lo strumento
più caratteristico delle tradizioni popolari siciliane.
Sorta di scacciapensieri veniva anticamente chiamato "
'ngannalarruni " ( inganna ladrone ) il quale con il
suo monotono suono di " grillo canterino " serviva
da segnalatore per allontanare gli eventuali malintenzionati.
Il " Marranzano " viene costruito artigianalmente
ed è fatto di metallo a forma di Lira dove al centro
dello stesso viene posta una linguetta sempre di metallo opportunamente
saldata. Per riuscire ad avere il ronzio del " Marranzano
", è necessaria una tecnica molto attenta, infatti,
si porta lo strumento tra i denti, si fa vibrare la linguetta,
e dalla bocca la quale per l'occasione funge da cassa armonica,
si ottiene il tipico suono.
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Il " Tamburo "
E' lo strumento che serve da percussione composto da un telaio
a forma circolare fatto di legno leggero con all'interno dei
doppi dischetti metallici. Al telaio viene agganciata la pelle
posta a totale copertura, la quale tesa al punto giusto, grazie
a dei tiranti, fa si da ottenere la percussione desiderata.
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Costumi:
Il
gruppo si esibisce indossando i costumi popolareschi dell'800
Siracusano riprodotti fedelmente sulla scorta di sicure testimonianze
storiche.
Il Costume femminile è composto da : scarpe nere con
fibbia, calze, mutandoni, sottogonna, gonna, camicia bianca,
corpetto, retina per capelli.
Una peculiarità del costume femminile è quella
delle gonne a tinte unite simboleggianti i colori che per
tradizioni popolari sono attribuiti ai Santi della Provincia
di Siracusa ( il Verde Santa Lucia di Siracusa, il rosso S.
Sebastiano di Melilli,, l'azzurro
l'Immacolata, il bianco S. Sofia di Sortino ecc.). Il corsetto
di velluto scuro, stretto ai fianchi, è sovrastato
da striscie verticali si stoffa di colori contrastanti tra
loro con gustoso effetto cromatico. Ogni colore, inoltre,
rappresenta un quartiere della vecchia città di Siracusa,
o " Pentapoli" che compende ( Ortigia - Tike - Neapolis
- Epipoli - Akradina ). Il Costume maschile è composto
da: Scarpe nere, ghette nere, mutandoni bianchi, pantaloni
corti sopra il ginocchio, camicione bianco, gilet, fascia
rossa al fianco, fazzoletto rosso al collo, berretto o "
meusa ".
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